SizilienTreffen2011, dove? Qui…

L’isola di “Ortigia”, Siracusa.

Millenni di storia in ogni strada e in ogni monumento sono la viva testimonianza del suo illustre passato. Come poche altre città al mondo mostra le epoche attraversate sin dalla sua fondazione e come un libro aperto aspetta solo di esser letto. Vetrina di gioielli rari che alla vista del turista ne lasceranno un segno di ineguagliabile entità. Isola dal cuore nobile e che in questo cuore, piazza duomo, lascia respirare quella brezza di mare che per ere è stata l’unica via per il commercio con il resto del mondo. Capitale del Mediterraneo, regno di potenti ed oggi Patrimonio dell’ Umanità.

Noto, anzi Neas.

Così si chiamava nel passato e sorse come villaggio siculo nell’odierno sito di c.da Aguglia. A seguito delle guerre contro i Greci, Ducezio, re dei Siculi, spostò l’insediamento in un luogo più sicuro, sul monte Alveria. La città fu cinta da mura di immensa portata e nonostante questo si arrese ai Greci. Nel 214 a.c. passò come città federata a Roma col nome latino: NETVM. Una chiara testimonianza la si ha nei resti della Villa del Tellaro, come anche in altri. Con gli arabi arrivarono palazzi e una florida agricoltura: nespole, agrumi, pistacchio, riso, carrubbe, melanzane. Nel medioevo, sotto i Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi, l’insediamento accrebbe le sue ricchezze con bellissime chiese e imponenti castelli. Da Federico d’Aragona fu appellata “VRBIS INGEGNOSA” per la mole enorme di umanisti, artisti e scienziati che vi si stanziarono. Furono secoli di benessere anche durante il dominio spagnolo, tanto che la città era tra le prime del Regno di Sicilia. Tutto ciò fino all’ 11 Gennaio 1693, data che segna la sua distruzione per terremoto. Venne ricostruita per ordine del Duca di Camastra sul colle Meti, dove sorgerà nel secolo a venire. Chiese e conventi riempiono l’intero centro storico e creano superbi scenari barocchi rendendola unica nel suo genere.

Modica.

Racchiusa in una conchiglia di roccia, è certamente uno dei centri urbani più antichi della Sicilia ed è ricordata da Cicerone come uno dei territori più fertili della Sicilia. Fu conquistata dagli Arabi nell’844 e dalle cronache del tempo risultava essere munita da una serie di “rocche” che circondavano l’abitato come una cintura fortificata. I Normanni la restituirono alla nazione siciliana dopo due secoli e mezzo di civilissima dominazione musulmana. Da questo momento ha inizio il periodo più glorioso della storia di Modica e della sua ricca e potente contea. I Chiaramonte, seconda famiglia dei conti di Modica, furono alleati potenti delle fazioni che nel XIV secolo si contendevano la supremazia europea: l’Impero e la Chiesa. L’autorità dei Chiaramonte a Palermo era pari a quelle che fiorivano nell’Italia settentrionale. Sotto i Chiaramonte fiorì in Sicilia uno stile artistico che resiste ancora oggi in ogni angolo della sicilia feudale. La Contea cessò di esistere con l’abolizione della feudalità nell’ 812. Da allora, la storia di Modica è quella stessa di cento altre città di Sicilia. Del suo passato, pochi sono i segni superstiti del tremendo terremoto dell’11 gennaio 1693: il Portale De Leva, la facciata del Carmine, il Portale di S.Maria di Betlemme, la Chiesa ed il Chiostro di S.Maria del Gesù. Splendido esemplare di barocco siciliano è la Chiesa Madre di S.Giorgio che si innalza maestosa verso il cielo da un piedistallo di case antiche. Una ponderata bellezza creata dall’uomo tra armonia, fascino e nostalgia del passato.

Ragusa Ibla.

Fascino e storia assemblati amorevolmente in fascio di viuzze dove perdersi è obbligo. Tremila e trecento anni fa, i Siculi, il più antico popolo che diede il nome alla Sicilia, crearono le città fortificate di Motyche (modica), Hybla Heraia (ragusa), Sicli (scicli) e Geretanum (Giarratana). Ma la vera storia della Sicilia inizia con la colonizzazione Greca e la nascita di Kamarina che diviene a pieno titolo la pietra miliare della storia arcaica iblea. Ma la storia della provincia di Ragusa affonda le sue radici nella notte dei tempi con i primi insediamenti preistorici di 60 mila anni fa, e nei resti delle grotte di Fontana Nuova se ne trova la testimonianza. Narra la leggenda che Ulisse sbarcò a Marina di Ispica, in quel luogo che oggi si chiama Porto di Ulisse, e che il grande Ercole sfiorò, con le sue mani liberatrici, la colonia greca più orgogliosa della Sicilia, Kamarina, e da questo il riporto della sua effigie nelle monete dell’epoca. Quando la città Corinzia venne distrutta, a causa della sua ribellione a Siracusa in nome della libertà, Kamarina fu dedicata ad Athena Ergane, la protettrice del lavoro femminile, in onore della quale ne fu eretto un tempio. Quando la Sicilia divenne Provincia Romana, Ragusa e Modica furono classificate “decumane”, obbligate cioè a pagare a Roma la decima parte dei raccolti. Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi e Angioini furono i popoli che dopo i Romani lasciarono le loro tracce in questa terra dalle tradizioni che divennero miscellanee straordinarie di cultura. Dagli Arabi, gli Iblei ereditarono le nuove tecniche e le colture, con i Normanni consolidarono invece il Feudalesimo. Il popolo riuscì sempre a conservare, un dominio dopo l’altro, la sua integrità e l’armonia dei costumi sino a rinascere con un’unica coscienza civile, sotto la dinastia dei Chiaramonte. Pur nel loro essere avventurieri e talvolta spregiudicati, il popolo amò la stirpe dei Chiaramonte che si dice fossero discendenti dal grande imperatore di Francia, Carlo Magno, l’antagonista del furioso Orlando, e che diedero il nome all’arte Siciliana del Trecento.