30/04/2010

Dal Baglio Basile ad Agrigento: 354 km.

zip garmin 30 aprile

Dal Baglio sino a Castelvetrano per Sciacca. Da qui, su per la Sp37 arriveremo a Caltabellotta.
La pace di Caltabellotta: famosa per essere stata luogo dell’accordo firmato nel 1302 tra Carlo di Valois, capitano generale di Carlo II d’Angiò, e Federico III d’Aragona. Si concluse a questo modo la prima fase dei Vespri Siciliani e delle lunghe guerre tra Aragonesi e Angioini per il possesso dell’italia meridionale. Approfitteremo, in loco, per visitare il complesso della Madrice sito proprio dove sorgeva il castello, ormai inesistente.
Dalla sp47 via per Burgio, Chiusa Sclafani e Palazzo Adriano. Qui la sosta caffè nella piazza, proiettata nel mondo dal regista Tornatore, è d’obbligo. E’ scritto che il centro urbano fu costruito, a suo tempo, con olio di gomito, sangue e sudore da una colonia di profughi greco-albanesi. La cittadina è sempre meta di turisti che cercano di catturare nell’aria quello spirito genuino dell’entroterra siciliano. Siamo nel cuore dei monti SICANI.
Dopo Prizzi, luogo in quell’epoca di tribù sicane note per essere intraprendenti nei rapporti commerciali con i greci, supereremo Borgo Filaga, borgata di sole 250 anime costruita dai Bizantini a protezione dell’attacco musulmano.
Siamo quasi a Santo Stefano Quisquina. Qui nel 1624 venne scoperto l’eremo di Santa Rosalia, la vergina Romita. Si narra che Rosalia, figlia di Sinibaldi, per sfuggire ad un matrimonio che non voleva avendo scelto come sposo Gesù, sia scappata da casa rifugiandosi in un antro del monte Quisquina. In un secondo tempo si rifugiò sul monte Pellegrino a Palermo, dove morì. La leggenda narrà anche che le sue ossa, portate in processione per le vie di Palermo, sconfissero la peste che infuriava in quel tempo.
Pronti per il pranzo sul monte Cammarata…altre delizie nostrane a vostra disposizione. Oltrepasseremo San Giovanni Gemini e verso sud ci fermeremo ad Aragona.
Le maccalube di Aragona, ossia l’occhiu di maccalubi. Caratteristiche sorgenti idroargillose dalle quali sgorgano fiumi di liquida argilla, veri e propri vulcani in miniatura. La valle ci aspetta. Eccola in tutta la sua bellezza, La Valle dei Templi. L’Antica Akragas, fiorente centro culturale patria del filosofo Empedocle. Troveremo il tempo per la visita di qualche opera immortale, sicuro.
Più avanti gli occhi si poseranno su di uno spettacolo naturale bianco come le nuvole,come se esse…materializzandosi, avessero posato la loro massa sul mare. La scala dei turchi. E’ fatta…si torna in albergo, solo 354 km.