01/05/2010

Dal Baglio Basile a Selinunte e Mozia: 216 km

zip garmin 1 maggio

Mazara del Vallo e Campobello di Mazara per Selinunte. Selinunte fu fondata da coloni Megaresi nel 628 a.c. La vasta distanza dalla città natia, Megara Iblea, fu data dalla maniacale grandezza dei siracusani verso la conquista, e tale grandezza costrinse Megara a cercare nuovi insiedamenti ben oltre le vicine terre. Ben presto diventò una colonia ad ampio raggio e che si prodigò all’agricoltura anche nei territori interni. Amica dei greci e dei cartaginesi ma in contrasto con Segesta con una perenne discordia ed anche per l’apertura di un porto in quel di Castellammare. Un millennio ed oltre di storia ricca di eventi che avremo modo di vedere coi nostri occhi.
E sempre negli anni si racconta che un frate, tale Tommaso Fazello, avventurandosi con un mulo in giro per la sicilia alla scoperta delle civiltà passate da includere in un suo libro, riscoprì Selinunte ormai coperta da sabbia e dalla macchia mediterranea. L’opera del frate si chiamava: “De Rebus Siculis”.
Proseguendo per la Sp13 si arriva a Partanna, regno dei Grifeo. Il maniero dopo quasi 1000 anni di storia si presenta in perfetta forma, visitabile se lo si desidera. Da Partanna per Salaparuta oltrepassando Santa Ninfa e Gibellina nuova, sino a Salemi. Dominata in ogni suo angolo nel passato, Salemi, si presenta oggi con una struttura architettonica che è la testimonianza delle dominazioni subite nel tempo. Il terremoto del 1968 ne ha cambiato in parte la fisionomia e il restauro delle opere più importanti prosegue senza sosta. Nella Mole Federiciana la città svela il suo gioiello più prezioso. Da Salemi, per la Sp188a si arriva a Calatafimi, o antica Agesta, città che sopportò l’omonima battaglia dei Mille di Garibaldi contro l’esercito Borbonico. Il castello che domina la città presenta una forma irregolare, robusta e con illimitata veduta. Ad Agesta soggiornò per 3 anni Cicerone in qualità di questore.
Ed eccoci a Segesta che con Selinunte fu sempre in guerra per i discussi confini di zona. Ricca ancora oggi di tesori, malgrado le svariate distruzioni, fu lo stesso frate Tommaso Fazello a riscoprirla nel 1574 durante la ricerca sugli antichi insiedamenti siculi. Punteremo adesso su Marsala dove pranzeremo accanto al mare proprio nella punta estrema della sicilia, capo Lilibeo, e su Mozia dopo per ammirare le vive saline e i mulini in perfetto stato d’ordine e di marcia. L’isoletta di Mozia presenta un museo dentro il suo perimetro, visitabile per mezzo di una barca che accompagna i visitatori. Albergo.