Report on the road di Achille e Valeria.

Venerdì 16/7. Alle 5 siamo partiti alla volta di Benevento. Il viaggio di 12 ore è stato davvero un’odissea, caldo infernale con punte di 41 gradi. Dopo il matrimonio (che per la cronaca è durato 12 ore), siamo partiti domenica 18/7 mattina da San Bartolomeo in Galdo. Dopo 860 km ci siamo fermati a Cavalese, sulle montagne, al fresco. L’hotel è di proprietà di un malato giessista, e oltre ad essere pieno di foto, riviste e cimeli di moto, vanta un inedito 4 cilindri sezionato e messo sul banco del bar. Da questo motore, esce la birra alla spina.

Lunedì 19/7. Ripartiti da Cavalese, dopo 750 km arriviamo a Praga e qui perdiamo tempo per trovare la via dell’hotel, visto che la
cartografia del mio garmin, per quelle zone copre solo le strade principali (molto probabilmente un mio errore nel caricare le mappe). Numeri da circo  per posteggiare nel garage basculante, ma cmq nonostante tutto, riusciamo lo stesso a stare qualche ora a spasso per la città. Nella notte veniamo svegliati da un incendio proprio sotto la nostra finestra e dalle sirene dei vigili del fuoco. Qualcuno ha dato fuoco ai cassonetti della spazzatura (probabilmente qualche palermitano o napoletano nostalgico).

Martedì 20/7. Riprendiamo la strada alla volta di Varsavia, dove arriviamo alle 19 dopo 600 km quasi interamente di statali. Le autostrade dopo Praga scompaiono lasciando il posto a statali strette e trafficatissime (piene di camion) solo per brevi tratti a due corsie. Ogni due o tre chilometri, ci sono dei semafori pedonali ed è pieno di autovelox fissi. Strade di qualità pessima, sono tutte scavate con dei solchi profondi diversi centimetri provocati dai mezzi pesanti. Con la moto conviene stare al centro e prestare molta attenzione ad effettuare un sorpasso. A parte i centri più grandi, la strada che unisce Praga con Varsavia, passa dentro a distese interminabili di campagna, interrotta soltanto da piccoli paesini composti da poche decine di case che sono in realtà in stile villette, con giardino o orticello. Le città sono piene di centri commerciali, molti dei quali sono marchi italiani. Varsavia è spettacolare, molto moderna, ordinata e silenziosa.

Mercoledì 21/7. Partiamo e finalmente dopo aver passato l’interminabile Polonia, siamo in Lituania. 150 km prima del confine iniziamo ad incontrare a borbo strada, nei campi arati, numerose cicogne. Sembrano davvero abituate alla presenza umana ed al traffico, restano immobili ed hanno i nidi proprio sulla strada. Fino in Estonia, sarà un continuo avvistamento, davvero centinaia. Stanchi e cotti dal caldo, ci fermiamo in una città Lituana, dove troviamo posto al primo tentativo in un hotel proprio sulla nostra strada. Non ha il garage per la moto, ma non è assolutamente un problema, perchè la ragazza (sicuramente amica di Leo) ci dice di entrare il gs dentro la hall. Resto molto sorpreso, perchè cmq la struttura è nuova ed assolutamente molto curata.

Giovedì 22/7. Si parte presto perchè il programma prevede 500 km più il traghetto per Helsinki. Attraversiamo quello che resta della Lituania, la Lettonia e l’Estonia. Giunti verso le 16 al porto di Tallin, con amara sopresa ci dicono che la nave delle 17.30 è piena e bisogna aspettare quella delle 21.00. Il porto è letteralmente un delirio di auto, bus, moto, insomma un gran casino. Cerchiamo di convincere la ragazza, ma niente. In nostro aiuto arrivano dei motociclisti Finlandesi, harleisti, che cercano di fare opera di convincimento. Nulla da fare. Cambio ufficio, vado a primo piano e ci riprovo. Questa volta, la ragazza alla biglietteria, senza troppi problemi mi trova il posto e così ci imbarchiamo con i nostri amici harleisti. Dopo due ore arriviamo ad Helsinki, dove resteremo due notti per fare il bucato e per riposarci lontani dalla moto. Nota curiosa: pochi km prima di Praga, abbiamo incontrato un 60enne
finlandese con una vecchia bmw r 45 che da solo andava verso casa. Sono tre giorni che ci passiamo e ripassiamo, l’ultima volta ci siamo visti pochi km prima di Tallin, praticamente abbiamo fatto 1700 km insieme. Le ultime due foto sono l’opera di ingegneria che ho creato per stendere tutto quanto in una sola volta (speriamo che l’armadio tiene) e quello che si vede dalla finestra della camera. La foto è appena scattata (qui siamo un’ora avanti) ed è ancora giorno.

Venerdì 23/7. Helsinki, città spettacolare. Girata a piedi per tutto il giorno. Domani mattina si riprende la strada verso nord. Ci sentiamo nei prossimi giorni, appena trovo una connessione. Ciao.

Sabato 24/7. Già nel tardo pomeriggio di ieri, il cielo sopra Helsinki inizia a coprirsi di nuvole minacciose. Nella notte infatti, arriva la pioggia. La partenza di sabato 24, come da previsione è sotto la pioggia, con temperatura di 14 gradi. Ma uscendo dalla città, ci accorgiamo che il cielo verso nord è sgombro da nuvole ed infatti dopo un centinaio di km, la pioggia lascia il posto ad un cielo sempre più blu. Il resto della giornata (alla fine circa 750 km) saranno all’insegna del sole e con temperature intorno ai 18 gradi. La Finlandia scorre sotto le nostre ruote, offrendo un continuo susseguirsi di laghi, mare, ponti e ponticelli, insenature e rettilinei infiniti che seguono il movimento ondulato del terreno. Nella seconda parte della giornata facciamo il primo avvistamento di renne. Questi animali, non si capisce perché pur avendo a disposizione ettari ed ettari di campagna, trovano più divertente camminare (pericolosamente) al centro della strada. Nel tardo pomeriggio, ci fermiamo in un campeggio a bordo fiume, dove prendiamo una hyttle, totalmente immersi nella natura. Adesso ci aspetta un piatto di pasta.

Domenica 25/7. Si punta verso nord, sotto un cielo completamente coperto e minaccioso di pioggia. Prima di pranzo, ci fermiamo nella location della casa di babbo natale, dove passa il circolo polare artico. Affrontiamo la zona di montagna Finlandese e finalmente delle curvette niente male si alternano riuscendo a risvegliarci ed a risollevare il morale. Alle 14.00 avevamo ancora fatto pochi km, ma dopo pranzo riusciamo a tenere delle buone medie, tanto che iniziamo a pensare ad arrivare in serata a Caponord. Dilatiamo sempre più le soste ed alle 20.45, cioè 15 minuti prima della chiusura della reception, riusciamo a prendere una camera presso il camping Nordkapp, 30 km prima del sito. Doccia, piatto di pasta, abbigliamento pesante ed iniziamo a salire. Alle 23.00 arriviamo al sito, dopo 5591 km ci siamo, NORDKAPP!
La fatica è stata ripagata da uno splendido sole di mezzanotte. Posteggiamo tra una moltitudine di moto, auto, bus e le immancabili biciclette. Il sole ci saluta in tutto il suo splendore in un cielo completamente libero da nuvole, con poco vento, anche se la temperatura è di circa 8 gradi.

Lunedì 26/7. Passiamo la giornata risalendo al sito di Caponord e visitando i paesini del circondario, sempre in compagnia dei gabbiani e delle numerosissime renne, che qui passeggiano tranquille tra le case, nella totale indifferenza della popolazione locale. Il tempo subito dopo pranzo peggiora, coprendosi del tutto. Giunti al sito nel pomeriggio, questo si presenta con pochissimi visitatori ed ai pochi temerari, offre uno spettacolo desolante, con temperatura di 6 gradi e la nebbia che avvolge tutto e non lascia possibilità di vedere niente. Noi che lo abbiamo visitato la sera prima, con lo spettacolo del sole di mezzanotte, ci rendiamo conto di essere stati fortunati. Ci sono tanti che arrivano fin qui e non riescono a vedere nulla per giorni.

Martedì 27/7. Iniziamo la discesa. Tutta la giornata passerà senza sole (se non per pochi minuti) ed infine con la pioggia. Ora siamo a 200 km da Narvik, in una hyttle. Oggi percorso ricco di curve, con passaggio in montagna e neve al bordo. Strada che segue la costa frastagliata con decine di fiordi ed isolette. Domani Lofoten.

Mercoledì 28/7. Si parte sotto una pioggerellina fastidiosa. Poco dopo smetterà di piovere, ma il cielo nero e minaccioso di pioggia resterà tale e quale per tutto il resto della giornata e non ci consentirà di poter scattare delle belle foto e di godere in pieno dei colori. Inoltre la temperatura resterà molto fredda (tra i 10 ed i 14 gradi). Cmq dopo aver affrontato un bel tratto di montagna (che qui vuol dire una strada che passa tra i 300 ed i 450 metri di altezza s.l.m.), lasciamo la E6 per immetterci sulla E10, la strada per le Lofoten. Ed ecco l’incontro che non ti aspetti, quello che riesce a far schizzare alle stelle il grafico del buon umore. Incontriamo un ragazzo di Milano, che da solo e con un lapino a 3 ruote (il classico lapino Piaggio dei nostri nonni) aveva fatto Milano-Nordkapp ed ora via Lofoten stava rientrando. Mi accodo dietro di lui ed osservo attentamente tutti gli adesivi e la cartina geografica con il percorso. Lo affianco piano, ci guardiamo e poi via a saluti e strombazzate. Tipico esempio di come la voglia di viaggiare unita ad un pizzico di follia, riescono a creare una vera e propria impresa, davvero MITICO. Le Lofoten inutile dirlo, sono come te le aspetti, davvero belle. L’acqua dentro le insenature delle baie ha colori intensi. Molto particolari anche i grandi ponti che collegano le varie isolette. Dopo pranzo, passando da Svolvaer approfittiamo per fare la spesa. Notiamo uno strano via vai di moto, molte Harley. Facciamo un giro in centro ed oltre ad ammirare la bellezza del posto, scopriamo che il prossimo fine settimana ci sarà grande raduno. Proprio in occasione di questo evento, molti motociclisti sono già arrivati ed i campeggi a ridosso della città sono tutti pieni. Dobbiamo uscire una 20ina di km per trovare posto per dormire. Adesso siamo in una hyttle vicina al mare, grande il triplo rispetto a quelle dei gironi scorsi, ma molto fredda, speriamo nella potenza della stufetta elettrica.
Ps la foto in primo piano della maglietta e quella di spalle davanti al globo di Caponord, sono per Salvuccio e Francesca. A sorpresa hanno preparato queste magliette e non potevano non fare la foto ricordo.

Giovedì 29/7. Finalmente il sole. Per Moskenes (dove lasceremo le Lofoten prendendo il traghetto per Bodo), mancano solo 110 km, ma ci arriveremo solo alle 12. In questo arco temporale, veniamo rapiti dalla bellezza delle Lofoten, che oggi grazie al sole si presentano ai nostri occhi profondamente diverse ed ancor più belle. Lasciamo la strada principale un paio di volte per scoprire cosa si nasconde alla fine di una stradina sterrata, scendiamo su una spiaggia di sabbia bianchissima, dove raccogliamo delle conchiglie giganti. Arrivati a Moskenes, aspettiamo il traghetto ed alle 14 partiamo per Bodo. Arrivati dopo 4 ore, usciamo velocemente dalla città e dopo pochi km, facciamo una deviazione su una strada secondaria. Il nostro obiettivo è quello di riuscire a vedere il Saltstraumen. Ogni 6 ore, 400 milioni di metri cubi d’acqua a una velocità di 40 km/h scorrono attraverso il canale lungo 3 km e largo 150 metri. Giunti nelle vicinanze iniziamo a cercare sistemazione per la notte e dopo vari tentativi andati a vuoto, alle 19.30 troviamo finalmente posto in una hyttle presso l’hotel Saltstraumen, proprio sul canale. Chiedo l’orario delle maree e il ragazzo alla reception mi dice che la prossima è alle 20. Scarichiamo la moto e subito senza neanche cambiarci andiamo a sederci a bordo canale per assistere a questa (ennesima) dimostrazione della potenza della natura, davvero impressionante.

Venerdì 30/7.Che la giornata non sarebbe stata bella, lo avevamo capito già da stanotte. Verso le 3 sentiamo in lontananza dei tuoni, poi improvvisamente un boato fortissimo con tutto che trema. Va via la luce e dopo pochi istanti pioggia e grandine. Tutta la giornata trascorrerà una pioggia incessante, ma nonostante ciò, riusciamo a percorrere circa 500 km.

Sabato 31/7. Tanto per cambiare siamo sotto la pioggia e dopo un centinaio di km, il cielo si apre e viene fuori il sole. Ad una stazione di rifornimento, veniamo avvicinati da un ragazzo sulla 40ina. E’ un canadese ed è in giro con una gs 1150 modificata totalmente ReVamp della Touratech. Ci racconta che qualche anno fa il proprietario della Touratech e la compagna erano in viaggio in Canada e lui li ha ospitati una sera a cena. Da allora sono diventati buoni amici tanto che ogni anno viene in Europa in aereo, loro gli danno gratuitamente una moto e lui se ne va in giro. Anche questa è la magia della moto, il fatto di non essere mai soli. Dopo pranzo, prendiamo il traghetto per Kristinasund e nel tardo pomeriggio troviamo sistemazione per la notte in un campeggio un tantino particolare. E’ situato su una baia, il proprietario ha la barca da pesca d’altura legata alla casa, tutto intorno e dentro ci sono cimeli di navi, foto di pesca e fuori delle lische giganti. Insomma, il “ciauro di mare” regna sovrano.

Domenica 1/8. Carichiamo la moto sotto la solita pioggia che ormai ci accompagna da giorni. Percorriamo l’Atlantic Road praticamente deserta e grazie ad una piccola tregua, riusciamo anche ascattare un paio di foto. Giunti a Molde, dopo aver affrontato un tunnel sottomarino, ci imbarchiamo in un traghetto dalla strana forma che ci riporta verso la terraferma. Poi ricomincia a piovere talmente forte che ci dobbiamo fermare e ci ritroviamo sotto la tettoia di un distributore di benzina con una decina di motociclisti (quasi tutti tedeschi). Beviamo cappuccino bollente ed appena la pioggia diminusce iniziamo a salire verso la strada dei Trolls. Dopo aver scaricato la moto in un campeggio, saliamo in cima. Sono circa 20 km di strada stretta e tortuosa, con molti tornanti in successione. Salendo la strada passa sotto varie cascate, di cui una molto grande. Riscendiamo a pomeriggio inoltrato e dopo aver fatto il bucato, mettiamo tutto nell’asciugatrice, che però ha le funzioni scritte in norvegese. Ancora non si è asciugato niente, speriamo bene.

Lunedì 2/8. Per dovere di cronaca, la prima notizia da dare è che oggi non ha piovuto. E questo cmq è già un gran bel passo in avanti. Dopo la strada dei Troll, scesi a valle, per una 20ina di km assistiamo alla raccolta delle fragole. Decine di persone sono sparpagliate nei vari campi e di tanto in tanto sono presenti a bordo strada dei chioschetti dove si vendono i frutti appena raccolti. Continuando, ci fermiamo sulla terrazza naturale che si affaccia sul Geiranfer fiord e dopo aver attraversato il centro abitato pieno di turisti, la strada comincia repentinamente a salire e per la prima volta da quando siamo in Norvegia, superiamo i 1000 metri s.l.m. L’ambientazione è totalmente diversa rispetto a quanto visto fin ora, con la totale assenza di alberi. Davvero numerosi sono i ghiacciai, alcuni dei quali molto vicini ed è inoltre abbastanza normale trovare dei cumuli di neve a bordo strada in conche riparate dal vento. Prendiamo il primo traghetto della giornata e poco dopo, ci immettiamo nella strada 55, che cullandoci con sali e scendi, attraverso paesi e vallate ci porta fino ai 1500 metri s.l.m., dove nonostante i 7 gradi riusciamo a godere dello spettacolo offerto. Sosta cappuccino bollente e si riparte, scendiamo a valle e poco dopo ecco lo stop in attesa del secondo traghetto di oggi. Degli ultimi 70 km, ne percorriamo una 40ina in gallerie, una delle quali di ben 25 km. Adesso siamo a pochi km da Voss in un campeggio.

Martedì 3/8. Anche oggi niente pioggia, anche se il sole da quando siamo ripartiti da Caponord stenta a farsi vedere. La scelta di percorrere il più possibile quelle strade che l’ente norvegese per il turismo classifica come “di interesse turistico nazionale” si sta rivelando ottima. Percorsi mai monotoni e sempre ricchi di curve ed un’apposita segnaletica che indica tutte le possibili cose da visitare e da vedere. La stanchezza cmq inizia a farsi sentire, tanto che anche l’attesa per l’arrivo del traghetto (anche oggi ben 2) può diventare un’occasione per un riposino improvvisato su di una panchina. Nel primo pomeriggio arriviamo in zona Preikestolen (che sperando nel tempo buono tenteremo di raggiungere domani) e diversamente dalle altre sere, non troviamo una hytte, ma una roulotte, con tanto di veranda chiusa. Scaricata la moto, andiamo a fare la spesa ed all’ora di cena, ci troviamo proprio al centro di un fuoco incrociato. Da un lato la pasta all’amatriciana dei motociclisti tedeschi, dall’altro le costate di maiale del ragazzo inglese. A tutto questo ben di dio rispondiamo mettendo sulla nostra griglia circa 1 kg di salmone fresco, già condito con spezie ed olio e riusciamo così a difenderci degnamente. Il campeggio è davvero bello, in riva al mare e ci sono molte moto. Proprio di fianco a noi, due tedeschi con camper e carrello con moto al seguito, mi raccontano del loro viaggio alla scoperta della Sicilia dello scorso anno. Poi ad un tratto arriva un tipo (anche questo tedesco) con in mano una bottiglia di vino. Ha la mia stessa moto, mi racconta dei suoi viaggi e mi dice di essere venuto in Sicilia due anni fa. Adesso è con camper e famiglia ed a vedere tutte queste moto soffre pensando alla sua posteggiata a casa ed allora passa a tappeto tutto il campeggio per parlare con i motociclisti.

Mercoledì 4/8. Mentre ci prepariamo inizia a piovere, ma fortunatamente dura solo pochi minuti. Arriviamo al posteggio del Preikestolen verso le 9 e per risolvere il deficit progettuale delle borse laterali della mia moto dove ci sta solo un casco, mi invento un’accrocchio che unisce la sicurezza all’impermeabilità. Sistemato tutto partiamo. Il percorso è davvero duro, non tanto per la distanza (3,8 km) e neanche per la pendenza (in alcuni tratti davvero impegnativa), ma per il tipo di fondo. Si tratta di un sentiero di montagna, segnalato da segni di vernice sulle rocce, per la maggior parte di fatto di pietre smosse e spesso bagnate. Arriviamo in cima dopo circa 2 ore ed assistiamo a bocca aperta ad uno spettacolo impressionante. Tutto ad un tratto ci compare davanti una terrazza naturale a strapiombo sul mare, che sembra messa li ad hoc. Saliamo ancora qualche metro e ci gustiamo il nostro meritato panino dall’alto, distanti dalla folla. Poco prima di scendere foto con i piedi liberi nel vuoto a 604 metri s.l.m. I nostri piedi portano i segni della giornata, ma ne è valsa sicuramente la pena.

Giovedì 5/8. Giornata stancante e monotona. 550 km di trasferimento, metà dei quali sotto la pioggia. Nessuna foto scattata. Adesso siamo (stanchissimi) a 50 km da Oslo.
Ps. Dopo cena mi tocca smontare il faro allo xeno e montare una lampadina normale. La centralina dello xeno si sarà guastata ed il faro si accende e spegne velocemente ed in continuazione. Praticamente le macchine a distanza si spostano tutte, convinte che sono della polizia.

Venerdì 6/8. Altra giornata di trasferimento. Pioggia alternata a cielo coperto e solo a tardo pomeriggio sole. Ora siamo a Copenaghen e restiamo anche domani per la visita alla città.

Sabato 07/08. Qualche foto da Copenaghen. Domani mattina traghetto per la Germania.

Domenica 08/08. Ieri trasferimento fino a Berlino. Oggi visita alla città.

Lunedì 09/08. Un giorno a Berlino.

Martedì 10/08. Partiti da Berlino, trasferimento fino a Garmisch, dove pernottiamo. Poco prima di arrivare giretto in centro a Monaco e visita alla Bmw.

Mercoledì 11/08. Trasferimento fino a Bormio dove ci siamo incontrati con Salvuccio e Francesca. Per arrivare deviazione obbligatoria in Svizzera a causa strada chiusa. Nel pomeriggio siamo stati ai bagni vecchi a rigenerarci. Domani tour alpino e venerdì nave a Genova…si torna a casa.